Settembre, per Teatribù, non è semplicemente il mese in cui ricominciano i corsi.
È il momento in cui la scuola torna a riempirsi di persone, le sale tornano a essere attraversate da corpi, voci, tentativi, errori e scoperte. È il momento in cui ricomincia il lavoro didattico, ma anche quello artistico. E soprattutto ricomincia quella parte difficile da mettere in un programma: incontrarsi, allenarsi insieme, costruire relazioni e sentirsi parte di qualcosa. L’anno 2026/27 riparte da qui.
Una scuola, molti modi di viverla
Negli ultimi anni Teatribù è cresciuta e con lei è cresciuta anche la sua proposta formativa. Al centro resta la Scuola di Improvvisazione Teatrale, con il percorso pluriennale che accompagna allieve e allievi dalla scoperta dei primi strumenti fino a una maggiore autonomia e consapevolezza scenica.
Corpo, emozioni, relazione, reazione, regia: sono alcune delle dimensioni sulle quali continueremo a lavorare, con l’idea che imparare a improvvisare non significhi soltanto acquisire tecniche, ma sviluppare progressivamente un proprio modo di stare sulla scena e insieme agli altri.
Accanto al percorso della scuola, quest’anno ci saranno ancora più possibilità di costruire il proprio percorso. Tornano i moduli di approfondimento, dedicati a linguaggi, strumenti e prospettive differenti: dal corpo alla maschera, dalle relazioni alla costruzione dei personaggi, dalla presenza scenica alla regia. Percorsi concentrati, con gruppi contenuti, pensati anche per chi ha già esperienza e vuole continuare a studiare senza necessariamente seguire un corso annuale.
Ci saranno inoltre workshop e percorsi con docenti esterni, perché una scuola cresce anche quando si lascia attraversare da esperienze differenti. Durante l’anno ospiteremo artisti e formatori che porteranno a Teatribù approcci, poetiche e pratiche diverse dalle nostre: occasioni per uscire dalle proprie abitudini, confrontarsi e contaminare il proprio modo di improvvisare. Tra gli appuntamenti già previsti ci saranno, tra gli altri, i workshop di Antonio Vulpio, Valentina Pintau, Mauro Simolo e Mariadele Attanasio.
Corsi brevi, WeekendBù e formule per studenti e studentesse
Non tutti hanno la possibilità — o il desiderio — di impegnarsi per un intero anno. Per questo continuiamo a lavorare anche su formule differenti.
I corsi brevi permettono di incontrare l’improvvisazione attraverso un percorso più concentrato: otto incontri per sperimentare seriamente il lavoro teatrale senza partire subito da un impegno annuale.
A questi si affiancano i WeekendBù, una formula intensiva concentrata tra sabato e domenica, pensata per chi vuole scoprire l’improvvisazione in poco tempo ma vivendola davvero.
Attraverso giochi teatrali ed esercizi di ascolto, presenza, relazione e creatività si entra progressivamente nei meccanismi dell’improvvisazione, lavorando in modo continuo e creando rapidamente un gruppo. Una possibilità adatta sia a chi parte da zero sia a chi vuole rimettersi in gioco senza affrontare subito un percorso più lungo.
Un sabato e una domenica. Nessun copione. Molte possibilità.
Continueremo inoltre a sviluppare proposte e formule dedicate a studenti e studentesse, perché vogliamo che la possibilità di fare teatro e di formarsi resti accessibile anche a chi si trova in una fase della vita in cui tempo e risorse sono necessariamente diversi. Non esiste quindi un unico modo per frequentare Teatribù: annuale, modulare, breve, intensivo. L’obiettivo è permettere a persone con esperienze, disponibilità e desideri differenti di trovare il proprio percorso.
Bimbù e TeenBù: Teatribù cresce con le nuove generazioni
Quest’anno continueremo anche a sviluppare due progetti dedicati alle generazioni più giovani: Bimbù e TeenBù.
Bimbù porta il teatro e l’improvvisazione nel mondo dei bambini e delle bambine. Durante la stagione proporremo spettacoli, laboratori e occasioni per giocare con storie, immaginazione, relazione e creatività, costruendo progressivamente un percorso che porterà nel 2027 alla partenza del primo corso di improvvisazione teatrale dedicato a bambini e bambine.
Con TeenBù il lavoro si rivolge invece a ragazzi e ragazze, portando gli strumenti del teatro e dell’improvvisazione anche nei luoghi in cui crescono e si formano. È un progetto già in movimento, con collaborazioni attive con alcuni licei milanesi, e che vogliamo sviluppare ulteriormente.
Per noi non si tratta semplicemente di aggiungere nuovi corsi. Significa provare a mettere il teatro a disposizione di età, bisogni e contesti differenti, mantenendo al centro ciò che per Teatribù conta da sempre: relazione, ascolto, creatività, possibilità di esprimersi e di costruire qualcosa insieme agli altri.
Anche la scuola si è preparata
La ripartenza passa anche dalle cose molto concrete. Durante l’estate abbiamo continuato a lavorare sugli spazi della scuola per renderli più funzionali e confortevoli. Da quest’anno tutte le sale utilizzate per le attività didattiche sono dotate di climatizzazione. Può sembrare un dettaglio rispetto a ciò che succede su un palco. Non lo è. Prendersi cura di una scuola significa occuparsi della qualità della didattica, delle persone che la fanno e anche dei luoghi nei quali quelle persone trascorrono molte ore insieme. Abbiamo lavorato perché Teatribù sia pronta ad accogliere un nuovo anno di lezioni, prove, workshop, spettacoli e incontri.
Nuovi modi per iscriversi e pagare
Abbiamo cercato di rendere più semplice anche la parte meno teatrale della scuola. Le iscrizioni ai corsi possono essere gestite direttamente online e, accanto alle modalità di pagamento già disponibili, da quest’anno sarà possibile pagare anche con Satispay. È un cambiamento piccolo ma coerente con un lavoro più ampio: rendere l’esperienza Teatribù più semplice e chiara anche prima di entrare in sala.
Una nuova comunicazione per raccontare meglio chi siamo
La ripartenza sarà accompagnata anche da una nuova campagna di comunicazione. Non nasce soltanto dall’esigenza di raccontare i corsi o riempire le classi. Vogliamo utilizzarla per fare qualcosa di più importante: rafforzare l’identità di Teatribù. In tanti anni qui sono passate moltissime persone, sono nati gruppi, spettacoli, amicizie, progetti, percorsi artistici. Teatribù è diventata una realtà riconoscibile proprio perché non è mai stata soltanto una scuola.
Ora vogliamo raccontarlo meglio.
Rimettere a fuoco ciò che ci distingue, il nostro modo di intendere l’improvvisazione, il valore che attribuiamo alla relazione, alla ricerca e alla comunità. E farlo attraverso un linguaggio e un’immagine capaci di tenere insieme la nostra storia e quello che vogliamo diventare. Non vogliamo inventarci una nuova identità. Vogliamo rendere più visibile quella che abbiamo costruito insieme.
E poi c’è il palco
Perché Teatribù non è soltanto formazione.
Con la ripresa dell’anno ricomincia anche la stagione artistica: spettacoli, rassegne, collaborazioni, occasioni per vedere improvvisazione e teatro e, per chi studia con noi, possibilità di attraversare il confine tra aula e scena. Didattica e attività artistica continueranno a contaminarsi. Si studia per poter stare sul palco con più libertà. E si guarda il palco per continuare a imparare.
Ripartire significa continuare a cambiare
Ogni settembre una parte di Teatribù ritorna: le persone che frequentano la scuola da anni, i docenti, gli artisti, chi conosce bene le nostre sale. E ogni settembre arriva qualcuno per la prima volta. È probabilmente questo il senso più bello della ripartenza: tenere insieme continuità e cambiamento. Conservare ciò che ci rende riconoscibili e avere abbastanza curiosità da continuare a metterlo alla prova.
Siamo pronti: adesso possiamo ricominciare.
Mentre scrivevo ascoltavo Kimpton di Barry Can’t Swim, un pezzo che parte e ti prende progressivamente. Ritmo, energia, leggerezza: a me fa venire voglia di alzarmi dalla sedia e ballare, forse è più onesto dire muoversi… Mi sembra una buona colonna sonora per una ripartenza.







