C’è un momento, a teatro, in cui smetti di “guardare uno spettacolo” e inizi a farne parte.
Con Bimbù succede esattamente questo.
Domenica 19 aprile torna in scena il terzo spettacolo di Bimbù, la Compagnia di improvvisazione per bambini di Teatribù. Dopo i primi due appuntamenti, il gruppo oggi formato da Alessandra, Dalila, Dario, Giada e Niccolò torna sul palco con la stessa promessa: niente è già scritto.
A guidare tutto sono i bambini e le bambine in sala: sono loro a proporre personaggi, luoghi, oggetti, direzioni della storia. Gli attori fanno il resto: ascoltano davvero, raccolgono, trasformano. E da lì nascono scene che non esistevano un attimo prima. Sembra semplice, ma quando lo vedi succedere cambia tutto: perché i bambini non “aiutano” lo spettacolo: lo rendono possibile.
Teatribù è, prima di tutto, una scuola di improvvisazione per adulti.
Negli anni (più di 27) è diventata un luogo di formazione, ricerca, incontro. Uno spazio in cui le persone arrivano per stare in scena, ma poi rimangono per altro: relazioni, sguardi, prospettive, il senso di comunità. In questo contesto, portare dentro i bambini non è stato un passaggio scontato; è stato un modo per allargare quello che siamo. Allargare lo spazio, le energie, le voci. Accettare che dentro queste mura non ci siano solo adulti che lavorano su sé stessi, ma anche bambini e bambine che entrano con un modo completamente diverso di stare nel mondo. E quando succede, si sente. Si sentono le loro risate nei corridoi, si vedono le loro reazioni immediate, senza filtro, e si percepisce una qualità di presenza che spesso, da adulti, perdiamo per strada.
Viviamo in un momento complesso, incerto, attraversato da tensioni, conflitti, narrazioni dure, aspre. Ma proprio per questo, stare in uno spazio in cui qualcuno guarda il mondo senza cinismo, senza sovrastrutture, con una curiosità radicale, ha un valore concreto. I bambini e le bambine portano questo.
Non perché siano “ingenui”, ma perché sono ancora in una fase in cui tutto è possibile, tutto è da esplorare, tutto è da costruire. E questa qualità, nel teatro di improvvisazione, è centrale.
Ascolto, disponibilità e capacità di lasciarsi sorprendere, sono esattamente le stesse competenze che noi adulti alleniamo sul palco. Per questo Bimbù non è solo “spettacoli per bambini”: è anche uno spazio in cui noi adulti possiamo ricordarci qualcosa che conosciamo già, ma che tendiamo a dimenticare.
Domenica 19 aprile tutto questo torna in scena. I bambini proporranno idee, spunti, direzioni; e gli attori costruiranno storie a partire da lì, senza copione, senza artifici. Potrà succedere di tutto: un pirata nello spazio, una principessa che cambia strada, un drago con problemi inaspettati. Ma più di tutto, succederà che la storia nascerà insieme.
Se siete adulti, portate anche un po’ di disponibilità a farvi spostare.
Se siete bambini, fate quello che sapete fare meglio: immaginare.
Al resto pensiamo noi. Improvvisando.
Domenica 19 aprile, ore 11
Teatro Andrea Villa – via Agordat 32, Milano. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria scrivendo a bimbu@teatribu.it indicando nome ed età dei bambini e numero di adulti accompagnatori.
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Mentre scrivevo, nelle cuffie c’era In the morning di Winnie Raeder.
Un pizzicato che risveglia, una melodia che cresce, una voce che apre.







