Ci sono momenti della stagione in cui si corre: lezioni, spettacoli, saggi, prenotazioni, prove, mail, porte da aprire, sedie da spostare, cose da sistemare.
E poi ci sono momenti in cui vale la pena fermarsi un attimo e guardare quello che è successo.
Questo è uno di quei momenti. Nelle scorse settimane abbiamo raccolto le risposte alla nostra survey di fine anno: non vogliamo trasformare questo spazio in un elenco di numeri, percentuali o grafici. Quello che ci interessa, prima di tutto, è il senso generale che emerge: Teatribù è un luogo vissuto, riconosciuto, attraversato con amore.
Dalle risposte arrivano soddisfazione, fiducia, riconoscimento per il lavoro fatto. Arrivano anche suggerimenti e spunti di miglioramento. Ed è giusto così. Una scuola, un teatro, una comunità non crescono solo quando ricevono conferme. Crescono quando sanno ascoltare anche quello che può essere migliorato. Forse l’improvvisazione ci insegna proprio questo: non difendere una forma perfetta, ma restare disponibili a quello che arriva.
Sabato 16 maggio abbiamo chiuso la stagione artistica del nostro teatro con una serata piena e viva. Sul palco il gruppo di Garagebù e poi Mico Pugliares e Andrea Gaetani hanno portato energia, comicità e gioco con il loro Stupido Show. È stato un bel modo per salutare il nostro spazio, dopo mesi di spettacoli, prove, esperimenti e incontri.
Domenica 17 poi, è venuto a trovarci un vecchio amico di Teatribù: Federico Basso, insieme a Sonia Cepollina. Ci hanno regalato quasi due ore di risate, in un appuntamento speciale dedicato solo ai soci e alle socie. Una di quelle occasioni semplici e preziose in cui il teatro torna a essere anche casa: un posto in cui ci si ritrova, si ride insieme e si riconosce una storia comune.
E non è ancora finita.
A fine maggio ci aspetta il nostro raduno a Cesenatico: quattro giorni di full immersion con la nostra comunità. Quattro giorni per stare insieme fuori dal ritmo ordinario delle lezioni, per improvvisare, ridere, mangiare, parlare, giocare, conoscersi meglio. Un tempo diverso, più lungo e più libero, in cui Teatribù esce dalle sue stanze e si porta dietro quello che conta davvero: le persone.
Poi arriverà l’ultimo appuntamento della stagione ad Area Zelig, il 20 giugno, con L’Impromania: il grande show di Teatribù ispirato al wrestling. Un’arena d’eccezione, un pubblico rumoroso e scatenato, ma mai quanto i nostri improvvisatori. Un sfida dai round esplosivi in cui vige un’unica regola: nessuna pietà. Il vincitore della serata verrà proclamato Mr o Ms Impromania ed entrerà nell’Olimpo dell’Impromania!
I biglietti sono disponibili qui: https://areazelig.it/13932146-1teatribu
E il 1 luglio chiuderemo anche l’esperienza in Cascina Cuccagna, una collaborazione bella con una delle realtà cittadine più vive e ricche di iniziative di Milano. Anche lì porteremo il nostro modo di fare improvvisazione: leggero, relazionale, aperto al pubblico e al momento.
Intanto, per chi vuole entrare nel mondo dell’impro con otto lezioni, è partito anche l’ultimo corso breve della stagione. Anche questa volta è sold out. È una notizia che ci fa piacere, perché conferma il desiderio di tante persone di avvicinarsi all’improvvisazione, di provarla, di mettersi in gioco.
Per chi invece vuole fare un primo assaggio, si stanno avvicinando anche le lezioni di prova gratuite: saranno il 6, 7, 8 e 9 luglio. Sono pensate per chi desidera avvicinarsi all’improvvisazione teatrale senza impegno e senza bisogno di alcuna esperienza precedente. Non serve aver già fatto teatro. Non serve sentirsi “portati”. Serve solo avere voglia di provare.
Per prenotarsi o per chiedere maggiori informazioni basta scrivere a: didattica@teatribu.it
E allora eccoci qui, in questo tratto finale della stagione. Con ancora appuntamenti davanti, ma già con quella sensazione particolare delle cose che stanno per chiudersi. Le esperienze importanti non andrebbero lasciate finire di colpo; andrebbero accompagnate, osservate, ringraziate, chiuse bene. Perché chiudere non significa archiviare.
Significa riconoscere quello che è stato, prendere quello che ci ha insegnato, lasciare andare quello che non serve più e fare spazio. Così la ripartenza non sarà semplicemente un partire di nuovo.
Sarà un nuovo partire.
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Mentre scrivevo, nelle cuffie c’era God Was Showing Off di Bruno Mars.
Una canzone che ha dentro stupore, leggerezza e gratitudine. Tre parole che, in fondo, raccontano bene anche questo pezzo di stagione: quello che abbiamo vissuto, quello che stiamo chiudendo, quello che ci prepariamo a far nascere.







